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ALLA RICERCA DELLE ORIGINI
- Circa due secoli sono trascorsi da quando fu escogitata l'idea di una Unità Politica e geografica della Penisola Italiana.-
- Dalle idee frammentarie di concetti evolutivi di singoli gruppi alla realizzazione della vera unificazione territoriale, il passo non fu breve e non privo di spargimento di sangue.-
E' noto ma non ben chiaro che la scintilla originaria di questo processo evolutivo, non furono certo i moti popolari bensì' una necessità extra italiana, ovvero di un paese estero che non desiderava restituire prestiti ricevuti da un Reame tra i più ricchi dell'epoca, ovvero, ai Borboni reggenti dell'allora Regno delle Due Sicilie.-
- Il paese estero era l'Inghilterra che, tramite casa Savoia all'epoca vassalla del Regno Inglese per ragioni di Massoneria accondiscese ad un progetto che vedeva un'azione significativa partendo, appunto, nell'espugnare le allora Provincie Meridionali sottraendole al potere dei Borboni.-
- Per realizzare questo progetto si diede spazio ed incarichi al Sig. Garibaldi la cui esperienza in tal senso era nota per simili attività svolte in America del Sud; gli fu conferito il titolo di generale ed inviato per realizzare uno sbarco in Sicilia da dove iniziare la scalata verso la capitale Napoli.-
- Il tutto avvenne sotto lo sguardo vigile della marina Inglese.-
- L'azione di invasione riescė e si realizzò un primo incremento territoriale del Regno di Savoia.-
- Questo è l'inizio, il seguito è noto.- Con l'unificazione territoriale si portarono a convivere due realtà diverse regolate da uniche leggi che trovarono applicazione in modo non uniforme sul territorio.-
- Le leggi di quell'epoca si basarono su concetti predominanti che furono:
1o) - Salvaguardia della proprietà terriera.
2o) - Riconoscimento della Nobiltà e protezione dei diritti acquisiti.
3o) - Copertura delle malefatte dei Nobili.-
4o) - Sfruttamento delle masse popolari.-
5o) - Imposizioni religiose finalizzate ad
evitare reazioni del Clero come fonte di
possibile
istigazione alla ribellione dei più
umili.-
6°) - Dismissione delle attivitā industriali
del napoletano a favore delle Aziende del
Nord (Piemontesi e Lombarde)
- Con l'avvento dell'Era Fascista incomincia a cambiare qualcosa nel Sociale, ma ben presto, Mussolini si accorge che toccare certi privilegi significava dare fastidio a qualcuno socialmente potente che avrebbe potuto indebolire seriamente l'egemonia dell'allora Partito Fascista.-
- L'emanazione di leggi che riguardarono l'aspetto sociale subirono un rallentamento ed alcuni aspetti della Società Italiana vennero completamente ignorati anzi, in taluni casi vennero rafforzati con leggi che salvaguardarono i ceti sociali alti condividendo dei principi ormai obsoleti.-
- Si arriva alla Repubblica ed una nuova Costituzione che inserisce modifiche sostanziali circa l'aspetto politico, ma che si avvale anche dei Regi Decreti e di concetti sociali che privilegiano, come in passato, la proprietà, la notorietà ed il Clero.-
- La Costituzione parla di eguaglianza e di eguali diritti di tutti i Cittadini.- Questa è un'affermazione di principio, ma in realtà essa viene disattesa in diverse occasioni della vita pubblica italiana.-
- Non si desidera fare un'analisi di tutte le distorsioni delle nostre leggi, ma si intende richiamare l'attenzione su un argomento che ha retaggi medioevali e che, purtroppo, ci trasciniamo in modo concettuale che denota un razzismo strisciante il quale trova conforto, se lo si vuole, nella giurisprudenza attuale.-
- L'argomento riguarda l'Infanzia Abbandonata.- La Costituzione Italiana dice che i Cittadini sono tutti uguali nei confronti delle Leggi.-
- Questo enunciato è categorico ma nella realtā pur non inserendo alcun "ma" di sorta a limitarne gli effetti pratici di applicazione, nelle leggi a seguire, quando si legifera circa la "nascita", i soggetti protetti sono proprio coloro che commettono il reato dell'abbandono e l'abbandonato viene completamente ignorato e costretto a vivere tutta una vita senza conoscere chi lo ha partorito.-
- Sembrerebbe una cosa assurda quanto si
sta affermando, ma purtroppo è cosi'.-
E' ovvio che per esserci un "nato"
è necessario che l'evento sia determinato
da due entità sociali ovvero, un Padre
ed una Madre.- Ebbene, se si esaminano le
leggi relative a:
All'affidamento,
All'affiliazione nei diversi aspetti ed
All'adozione,
si vede che il padre naturale riveste i panni
dell'Innominato di Manzoniana memoria e la
madre diventa un'entità sociale di
secondo livello.-
Se poi si passa al "neonato" ed
alle leggi che regolano la sua vita dal momento
della nasciat al successivo futuro, si vede
che esso, Essere Umano, è usato come
merce di scambio.-
In effetti si baratta una sopravvivenza come essa potrà essere, in cambio di un appagamento della necessità di sentirsi madre e/o padre ad ogni costo nell'ambito di un nucleo familiare socialmente costituito.-
- In tutto il contesto si ignora completamente
la necessità psicologica, anche se
non iniziale del nuovo nato che, con il progredire
della vita, un giorno forse non troppo lontano
verrà a conoscenza del proprio stato
e pur essendo riconoscente con coloro che
lo hanno allevato, si troverà difronte
alla totale mancanza della prima certezza
che l'essere umano riceve come informazione,
oltre che della certezza della Morte. -
Questa prima certezza č rappresentata appunto
dalla nascita con la presenza iniziale di
due Esseri Umani e non di due fantasmi come
vuole l'attuale legge che siano i genitori
naturali.-
- Questa lacuna porta ad un indebolimento psicologico del soggetto che potrebbe essere colmato, anche se in forma parziale, dalla conoscenza di colei che l'ha messo alla luce ed in secondo luogo, delle ragioni dell'abbandono.-
- Per chiarezza, si sta parlando di coloro
che vengono abbandonati subito dopo la nascita;
per gli altri, il discorso è leggermente
differente.-
Questo argomento trova un ostacolo proprio
nelle leggi vigenti e nei costumi sociali
tanto differenti nella nostra società
nazionale.-
La legge cautela l'egoismo dei genitori posticci
ed ostacola il desiderio, che poi è
una necessità di sopravvivenza di
colui al quale è stato imposto un
surrogato di famiglia.-
- Vi è un secondo ostacolo che cerchiamo
di chiarire:
E' indiscusso che quando il soggetto abbandonato
viene a conoscenza del suo stato, se non
informato già in tenera età,
si mobilita per ricercare la madre naturale
ritenendo il fatto possibile ed umano.-
- Si trova subito a confrontarsi con la legge ed i loro amministratori che, in certi casi accondiscendono alle richieste anche se poi altri delle strutture sociali pongono ostacoli sollevando dubbi legali.-
- Circa questi fatti, il Sud Italia brilla per la solerzia che gli amministratori pubblici pongono nel non agevolare l'interessato nella concessione delle informazioni che potrebbero far risalire alla maternità in forma intuitiva.-
- Esistono diverse ragioni strettamente locali che determinano questo aspetto comportamentale: Una tra tante è il retaggio storico.-
- Se andiamo indietro nel tempo, vediamo che il Sud, in particolare, era in una situazione di Società Contadina con proprietari terrieri despoti assoluti che facevano ciò che volevano di cose e persone che consideravano di loro esclusiva proprietà.-
- Questi soggetti, anche con il passare degli anni, hanno tramandato i loro concetti di vita e quei nomi sono ancora importanti in questa società e si ha bisogno di altre diverse generazioni perché riesca ad adeguarsi ai tempi correnti.- Quindi, ancora oggi esiste una realtà in cui talune famiglie sono intoccabili.-
- Ad una prima lista di intoccabili, si sono
aggiunti quelli dell'Era Fascista che ancora
oggi hanno voce in capitolo.-
La conseguenza è che se un amministratore
pubblico, anche se semplice impiegato d'ordine,
quando l'abbandonato ormai in età
di giudizio, nelle sue disperate ricerche
si rivolge alle strutture locali richiedendo
documenti d'epoca o la visione di vecchi
registri per risalire al nominativo della
genitrice naturale e l'addetto pubblico si
accorge che il nominativo fa riferimento
a famiglie, diciamo, attualmente in vista,
affossa la ricerca ponendo ostacoli avvalendosi
di tutti i cavilli burocratici a disposizione
e di fandonie create ad OK.-
- E' facile dire che esiste la legge per far valere i propri diritti, ma per essere ascoltati bisogna avvalersi di legali locali i quali, pur essendo inizialmente disponibili, dopo, o per consigli ricevuti o per proprie conclusioni circa la possibilità futura di esercitare ancora la professione, portano l'interessato a non avvalersi del parere espresso da un Giudice che potrebbe imporre la consegna della documentazione dalla quale potrebbe emergere dal nulla il nominativo della genitrice.-
- Sono in molti ad affermare che la conoscenza della genitrice naturale potrebbe arrecare maggior danno psicologico all'individuo abbandonato dalla nascita perché si potrebbe demolire una immagine irreale che il soggetto si era mentalmente costruita.-
- Sono queste solamente delle scuse a protezione di operati ispirati ad un malcostune protetto.-
- Pochi sanno che le donne che praticavano
la più antica delle professioni in
modo proprio, i figli non li abbandonavano,
ma li crescevano fin quando potevano, vedasi
quanto De Filippo con la sua "Filumena
Marturano" ci ha tramandato.-
Altre, chiamate anche "cortigiane"
avevano una doppia funzione; la prima, di
indiscusso mestiere e la seconda, garantire
al signorotto un eventuale erede maschio
in sostituzione di una probabile femmina
primogenita che, altrimenti non avrebbe continuato
a mantenere il nome sulle proprietà
di famiglia.-
- Quanto enunciato, diciamo sono dei sospetti, ma non troppo infondati tanto da sollecitare coloro che legiferano di considerare con maggiore attenzione sociale questo tipo di abbandono.-
- In sintesi, la legge dovrebbe invertire gli aspetti cautelativi e protettivi in modo da tener conto soprattutto di colui che è abbandonato e non proteggere chi abbandona, indipendentemente dalle cause che determinano questa azione che, in ogni caso è un reato.-
- Per concludere, purtroppo siamo arrivati ad un tipo di società in cui vige il concetto di non certezza delle leggi al punto tale che è più protetto dall'abbandono un cane che di un essere umano.-